Ancora una volta, dopo il dolore e le lacrime, dopo la fiaccolata alla quale hanno partecipato migliaia di persone, rimane il fatto che come Paese non stiamo facendo abbastanza.
Il padre di Lorena Isceri, a poche ora dall’uccisione della figlia, ha avuto il coraggio di lanciare un appello alle istituzioni, alla politica, per porre rimedio a una mattanza che appare senza fine.
Le manette non bastano, come non bastano le ordinanze restrittive o le denunce a fermare la lucida follia di uomini capaci di violenze e crudeltà sempre più raccapriccianti.
Finché non si comincerà a lavorare sull’educazione affettiva, sul rispetto delle donne, sulla promozione di modelli sociali e culturali lontano dal patriarcato e dal concetto di possesso personale, non avremo imboccato la strada giusta.
E allora continueremo a piangere, a raccogliere in fiaccolate e manifestazioni di solidarietà.
Ogni volta che in Parlamento viene affossato un progetto che mira al progresso sociale, all’uguaglianza dei diritti, all’educazione affettiva dei bambini per avere in futuro adulti consapevoli, vengono poste le condizioni perché un altro femminicidio avvenga.
Non è l’ora di fare qualcosa di concreto perché lo era molto tempo fa.
È il momento in cui chi ha responsabilità prenda coscienza di tutto questo e, finalmente, faccia un passo avanti.
Per il Paese e per le donne!